lunedì 21 dicembre 2015

Cani di mannara

A ‪Bagheria‬ il sindaco trentenne del ‪M5S‬, nuovo alla politica e tutto imbottito di buoni principi, manda in depressione la famiglia mafiosa, che già ha i suoi bei problemi di crisi finanziaria, che gli mancano i soldi pure per campare le famiglie dei detenuti, e ora deve pure tenersi al Comune uno che manco puoi dirgli due parole - nè puoi dirgli due parole a un suo assessore - che quello subito prende e denuncia. Denuncia tutti, è una testa calda, e per ora a Bagheria siamo nell'occhio del ciclone ed è meglio allontanarsi fino a quando si calano le corna. Ecco che, dalle intercettazioni di questo nuovo ennesimo pentito, Sollima, emerge un'altra faccia di questa associazione parassitaria di cani di mannara che ha spolpato viva l'economia e lo sviluppo - il futuro e la speranza- di questa terra, questa associazione parassitaria di cani di mannara che ormai ci si è stufati di chiamarla ‪‎mafia‬.

giovedì 3 dicembre 2015

Acquitrinio

Questo articolo è un'ottima sintesi di una tendenza attualissima e imprescindibile per capire Questi Tempi. Se il pezzo di società tradizionalmente conformista - la "classe media", la "borghesia", chi comanda, chi cavalca l'onda, chi cerca di cavalcarla - se questi qua adesso sembrano e si sentono tutti anticonformisti - se il potere ha assunto il look dell'antipotere - se i creativi della pubblicità o della grafica o del design soppiantano i ribelli, i rivoltosi, i pazzi, i santi, i carismatici, i superuomini, le avanguardie, le controculture - se vendere qualcosa è percepito come cambiare il mondo - allora questa frenesia psicotica che tutti conosciamo, questo dinamismo spinoso e ansioso, questo multitasking continuo e brucia-neuroni, è soltanto la maschera sardonica di un silenzioso, immobile, colloso, acquitrinio. Un mondo che va avanti così, da solo, un treno sferragliante senza più controllo, inesorabile perchè incontrollabile dall'uomo, un golem che non si può più fermare, senza nessuna speranza di cambiamento consapevole. Che sarebbe ora di arrendersi all'evidenza? Entrare a due piedi, definitivamente, nel terzo millennio?

lunedì 23 novembre 2015

Recensione: Accettazione, Jeff Vandermeer

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione di "Accettazione" di Jeff Vandermeer, ultimo capitolo della "Trilogia dell'Area X. Puoi leggerla qui. 

lunedì 16 novembre 2015

#freetotò

Meglio di Superman, Batman e Gesù Cristo messi assieme. L'Occidente ha trovato il suo nuovo Salvatore, altrimenti detto Totò. Negli ultimi 22 anni se ne è stato in disparte, al carcere di Opera, ha allenato fisico e mente aspettando soltanto questo momento. Adesso l'ora decisiva è giunta. Suonano le trombe della battaglia finale. Per combattere la minaccia dell'Isis lo Stato si allea con la mafia e fa uscire Totò Riina dal carcere. Al suo fianco i suoi uomini migliori, i combattenti più efficienti e feroci addestrati dall'esercito e dai servizi segreti: la squadra speciale Corleone. E la gente scende in piazza e festeggia, trepidante e speranzosa. E il coro è unanime: "Vai Totò, fagliela vedere a questi bastardi islamici! Mettigli il tritolo sotto il culo! Fagli ballare la samba! Squaglia i loro figli nell'acido! SparaglI! Fucilali! Mitragliali! Strozzali! Incaprettali! O almeno intimidiscili! Falli scantare! Mandagli le croci di carta! Mettigli l'attack nelle serrature! Fagli trovare, la mattina, prima della loro preghierina del cazzo rivolti verso la loro Mecca del cazzo, una bella testa di capretto sopra il loro fottutissimo tappetino del cazzo!".

mercoledì 11 novembre 2015

Recensione: Mele Bianche, Jonathan Carroll

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione di "Mele Bianche", romanzo del 2002 di Jonathan Carroll, ora ripubblicato da Fazi Editore. Puoi leggerla qui. 

giovedì 29 ottobre 2015

Facebook e gli uccellini

Persone senza identità e personalità che strombazzano ossessivamente continuamente fastidiosamente la propria identità e personalità. 
Persone che vogliono far sapere a tutti che loro leggono/scrivono/pensano e che per questo postano le foto di loro che leggono/scrivono/pensano.
Persone che su Facebook si rendono odiose. Boriose. Vanagloriose. Patetiche. Volgari. Disgustose. E che magari dal vivo, in carne e ossa, sono quasiquasi persone gradevoli. 
E poi i dibattiti. 
Dibattiti tra gente che non ragiona sulle cose con altra gente che non ragiona sulle cose che finiscono puntualmente per alimentare un non-ragionamento collettivo in cui ognuno, alla fine del dibattito, resta puntualmente della propria opinione, soltanto con più rabbia e livore di prima, oltre che con un ronzìo doloroso e probabilmente cancerogeno di bile esondata e budella marce.
Dibattiti in cui puntualmente vince solo l'incomunicabilità, di quella più granitica, definitiva, inesorabile. 
E ti accorgi che la cosiddetta "cultura" delle persone spesso diventa soltanto un'ignoranza di secondo livello, un'ignoranza più odiosa e antipatica dell'ignoranza "classica". La cultura è un'ignoranza di secondo livello, potremmo dire, se non serve a discutere, parlare, confrontarsi, con chi ha meno cultura.
Da un po' di tempo ogni volta che scorro la bacheca di Facebook me ne pento. La voglia di fuggire - metaforicamente e fisicamente - sempre più impellente, urgente, sottopelle pronta a tracimare.
Meno male che ogni tanto c'è qualcosa di buono. Tipo che a ‪Bagheria‬ la prossima settimana c'è una mostra di uccellini.
"In mostra oltre 1.800 canarini, 500 pappagalli, cardellini, verzellini, ma anche uccelli esotici ed ibridi da accoppiamenti di varie specie“.
Ci andrò sicuramente, e non inviterò nessuno su ‪Facebook‬.

lunedì 5 ottobre 2015

Due recensioni: "Palermo di Carta" di Salvatore Ferlita e "Milleparolecirca" di Giusi Buttitta

Oggi pubblico su Libido Legendi due recensioni su "Palermo di carta. Guida letteraria della città" di Salvatore Ferlita e su "Milleparolecirca. Sull'assenza" di Giusi Buttitta. Puoi leggerle qui e qui.

giovedì 24 settembre 2015

venerdì 21 agosto 2015

Un articolo su La Voce di Bagheria: Casteldaccia e la paura

Oggi pubblico su La Voce di Bagheria un racconto che rappresenta, per me, un buon risultato formale perchè riunisce elementi di narrativa, saggistica e cronaca locale, con un buon ritmo e una buona coerenza. Puoi leggerlo qui. 

martedì 4 agosto 2015

Un post su Rosalio: Io, Daiana e i bei ragazzoni neri presso la curva di Solanto

Oggi pubblico per Rosalio un post narrativo sulle discoteche sulla costa a est di Palermo, la tragedia dell'immigrazione nel mediterraneo e una storia d'amore tra un uomo adulto e un'adolescente. Puoi leggerlo qui. 

martedì 21 luglio 2015

Un post su Rosalio: David Linch a Santa Flavia

Oggi pubblico un post sul blog di Palermo Rosalio riguardo alcuni eventi allucinanti e i giovinastri annoiati di Santa Flavia negli ultimi anni. Puoi leggerlo qui. Il post è stato pure pubblicato da La Voce di Bagheria. 

sabato 18 luglio 2015

Matteo Tutino, Rosario Crocetta e il particolare posizionamento della feccia in Sicilia

La feccia in Sicilia sta in alto, non in basso. Se si studia la storia ci si accorge che ha è sempre stato così. In questa vicenda comunque il personaggio più interessante - dal punto di vista strettamente narrativo - non è Rosario Crocetta, che (forse) ha taciuto, è rimasto impassibile, davanti alla frase infelice durante una conversazione intercettata dalla Procura di Palermo. No: il personaggio più interessante è questo Matteo Tutino, presunto proferitore della frase infelice. Non uno spicciafaccende, un traffichino, un intrallazzatore, un furbacchioncello, non un Faustino Giacchetto qualsiasi, insomma, bensì nientemeno che il primario di Villa Sofia.
Così come, per dire, nella vicende delle Talpe alla Dda il protagonista non era Totò Cuffaro, ma Michele Aiello, il più grande contribuente della Sicilia, l'uomo più ricco dell'Isola. Ma se Michele Aiello, come personaggio narrativo, aveva almeno un particolare fascino da tragedia shakespeariana, con le sue calvinistiche dodici ore di lavoro al giorno, il suo feroce realismo imprenditoriale, le sue ansie, la sua fragilità, i suoi scheletri nell'armadio, la sua folgorante ascesa e la sua caduta in rovina, questo qui - abbronzatissimo, piacione e mondano - al massimo può recitare una parte in Centovetrine.

giovedì 16 luglio 2015

Recensione: Anatomia della bellezza, Tommaso Ariemma

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione dell'ultimo saggio di Tommaso Ariemma, "Anatomia della bellezza", edito da Aracne. Puoi leggerla qui. 

mercoledì 15 luglio 2015

Un post su Rosalio: Pure la mafia ha abbandonato Bagheria

Oggi pubblico sul blog cittadino di Palermo Rosalio un post su Bagheria, la mafia, le gelaterie sequestrate e tante altre cose. Puoi leggerlo qui. Il post ha generato illuminanti commenti su Fb qui e qui.

lunedì 13 luglio 2015

Recensione: "Bastaddi" di Stefano Amato

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione dell'ultimo romanzo di Stefano Amato, "Bastaddi"; edito da Marcos y Marcos. Puoi leggerla qui. 

venerdì 3 luglio 2015

Gli scrittori che in Sicilia sono traditori e i prezzi da pagare per chi scrive in Sicilia


Giacomo Di Girolamo​ è uno con le palle. Ha cominciato che aveva 20 anni o poco più. Si è incornato, si è messo d’impegno, e per un decennio ha raccontato la provincia di Trapani, la cronaca e l’approfondimento, l’inchiesta e l’opinione. Ha fondato giornali, radio e siti internet. Ha collaborato con prestigiose testate nazionali. Ha scritto libri meravigliosi. Credo sia il giornalista e scrittore più forte della Sicilia. E’ ancora giovanissimo e farà ancora tante grandi cose. Ma scrivere in un posto come Marsala, in un posto come la Sicilia, ha il suo prezzo.
D’altronde Sciascia lo diceva: “Lo scrittore in Sicilia è un delatore, un traditore, che racconta cose che l’opinione comune preferisce restino sotto un silenzio carico di commiserazione”.
Ecco, dunque, i prezzi da pagare.
“Ho fatto, in questi anni, tabula rasa della mia vita sociale a Marsala, sopporto ex amici che non ti salutano più, persone che ti odiano, tifosi di questo o quel politico che ti insultano. Sopporto querele e citazioni ad ogni piè sospinto, via via sempre più pretestuose, dalle quali mi ripara come una roccia il mio fraterno amico, Valerio Vartolo. Sopporto (senza fare pubblicità) minacce che arrivano a me, alla redazione, alle persone a me vicine, telefonate anonime, biglietti con le croci, incontri ravvicinati. Tutto questo, però, ti consuma. Ti scava dentro e ad un certo punto è più della tua stessa vita. Per dirla tutta, il mio tempo è ormai così composto: lavorare, lavorare, e, quando ho tempo, occuparmi delle conseguenze del mio lavoro.
Il secondo prezzo del nostro modo di fare giornalismo lo ha pagato la città. Ho come il sospetto che questa comunità sia un po’ poggiata sulle mie spalle. Ci sono corse che nessuno racconta, perchè, tanto, siccome sono spinose, le racconto io. Insomma, sono diventato negli anni una specie di faro della legalità, un goffo Uomo Ragno tascabile e di concetto, che ha il compito – dovere – obbligo di occuparsi di tutto ciò che non va, dal posteggio del disabile sotto casa fino ai casi di corruzione. Ho una lista lunga così di segnalazioni, non finisce mai. E quando ritardo a scrivere di un fatto, subito partono gli strali, i veleni, i sospetti. Ecco, questa comunità, Marsala, ha bisogno di crescere. Una volta un assessoruncolo mi disse: “Noi non ci facciamo intervistare da te, perchè tu fai domande”. Mi dimetto per questo, per capire se ci sono altri spazi per un racconto qualificato (che non sono certo le doglianze su Facebook) su quello che non va a Marsala. Esiste un giornalismo che non sia da operetta in città, che parli, ad esempio, meno di commemorazioni dell’antimafia e più di mafia? C’è qualcun altro in grado di farlo? C’è qualcuno, insomma, che fa domande? Magari, facendomi, da parte, altri si sentono un po’ più responsabilizzati. Meno pornografia di incidenti stradali, più inchieste”.

lunedì 29 giugno 2015

Meglio tasci che poser

"Frequentare i pub finto radicalminch di Palermo è diventato impossibile, ieri sentivo discorsi da spedizione punitiva stile fascio, una ragazza di 22 anni orribile mi ha ammorbato con la sua discussione sul volontariato per circa un ora, quelle che fanno volontariato sono le peggiori, le più esibizioniste, il volontariato equivale ad un paio di hogan, per uno tascio, solo che il tascio si diverte molto di più, il tascio non ci pensa alle hogan le mette e basta e si diverte a ballare davanti alla sua bici rinforzatissima ad ultra suoni, capite bene perchè non è la lotta di classe a farmi schierare con il tascio mille volte". Vincenzo Profeta

C'è un sacco di razzismo in giro. E' vero, i tasci sono meglio delle ragazze che fanno volontariato e lo scrivono su Facebook. I tasci sono meglio di chi legge un libro, fa una foto al libro, e la pubblica su Facebook. I tasci sono meglio degli idealisti. I tasci sono meglio di quelli che firmano petizioni e fanno manifestazioni. I tasci sono meglio di tutti questi ossessionati dalla propria identità, arrivisti dell'essere qualcuno, terrorizzati dalla possibilità di essere nessuno. Stiamo diventando tutti poser, per dio. 

venerdì 26 giugno 2015

Un articolo su La Voce di Bagheria: Casteldaccia e i topi che ballano

Oggi pubblico una sorta "reportage narrativo-satirico", un personale tentativo di cronaca locale "diversa" su La Voce di Bagheria. Puoi leggerlo qui. L'articolo è stato pubblicato pure sul sito di Telejato

domenica 21 giugno 2015

"Isis, il marketing dell'apocalisse": Recensione pubblicata su "Adv - Strategie di comunicazione"


La mia recensione di "Isis - Il marketing dell'apocalisse" di Bruno Ballardini (Baldini Castoldi) pubblicata sull'ultimo numero della rivista "Adv - Strategie di comunicazione". Puoi leggere qui il testo della recensione. La recensione è quella già pubblicata su MyMarketing.Net. Un'altra recensione, di taglio diverso, è stata pubblicata su Satisfiction.

giovedì 18 giugno 2015

Recensione: "L'eucaristia mafiosa" di Salvo Ognibene

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione del libro-inchiesta di Salvo Ognibene su mafia e chiesa, "L'eucaristia mafiosa", edito da Navarra. Puoi leggerla qui. 

giovedì 11 giugno 2015

Il giornalismo dei falliti e qualcosa di più

La notizia: Filippo Facci, Fedez e il giornalismo dei falliti (leggi qui, qui e qui).

Il giornalismo è morto quando non racconta più niente. Quando si scrive qualcosa calcolando esattamente le modalità di lettura e le reazioni dei lettori, quando non modifica in nessun modo le nostre convinzioni, quando non vuole minimamente scalfire le nostre convinzioni, quando non scava, non illumina, non crea domande, non fa riflettere, quando non sconvolge e non capovolge. Se i giornalisti vanno soltanto appresso ai click è finito il giornalismo. Per questo questo articolo di Filippo Facci, al netto del personaggio di Filippo Facci, è una genialata. Perché forse non stiamo parlando solo di giornalismo, ma stiamo parlando del racconto, della conoscenza, dell’intelligenza. Tutte cose sull’orlo di un precipizio.

mercoledì 10 giugno 2015

La mafia dà lavoro, lo stato porta fame


A Castelvetrano c’è il “Mercatone” e il “Mercatone 2″, due negozi di abbigliamento di gran successo intestati al cognato e alla sorella di Matteo Messina Denaro. Vanno benissimo, fanno affari d’oro. Danno lavoro. Una cosa molto significativa se pensiamo che nel trapanese, così come in tutto il Meridione, le attività commerciali e le aziende confiscate alla mafia e poste sotto sequestro giudiziario fanno quasi tutte – circa il 90% – la stessa fine: fallimento, affari in fumo, dipendenti licenziati in tronco. Fame e povertà. Come nel caso del gruppo 6 Gdo di Grigoli, l’ex re dei supermercati, condannato per mafia e ritenuto il “cassiere” del boss di Castelvetrano. “In questo contesto, dove lo Stato purtroppo mostra una faccia poco credibile e per nulla autorevole – scrive Egidio Morici su TP24 – diventa difficile spiegare ai lavoratori e ai cittadini chi sono i buoni e chi i cattivi. Viene da pensare che alla maggior parte della gente non importi molto se il titolare sia un pregiudicato o un parente di Matteo Messina Denaro, perché forse è più interessata a trovare cose belle a prezzi ragionevoli”.

martedì 9 giugno 2015

Un articolo su La Voce di Bagheria: Casteldaccia e i paletti della discordia

Oggi pubblico su La Voce di Bagheria un articolo provocatorio su una piccola/grande questione sul territorio di Casteldaccia. L'articolo ha fatto moltissime letture - per gli standard del sito - ed è finito al centro di un fitto dibattito sui social network. L'articolo verrà pubblicato pure sulla rivista cartacea "L'approfondimento di Bagheria". Leggi qui l'articolo e qui una breve di aggiornamento.

domenica 7 giugno 2015

Italiani coglioni brava gente

L’articolo. “Buona Scuola, perchè la politica non deve dimenticare gli abilitati TFA” dal blog di Alessandro Buttitta sull’Huffington Post.

L’Italia che sforna insegnanti iperprofessionalizzati e che poi li lascia in mezzo a una strada. L’Italia che sforna migliaia di laureati inutili destinati alla frustrazione, all’ansia, alla paura, alle terapie e agli psicoformaci. L’Italia che apre le porte di accesso delle università, che pensa di abolire il numero chiuso per tutte le facoltà, il tutto solamente per fare cassa con le tasse d’iscrizione, anche se poi si dice che è “per garantire a tutti il diritto allo studio”. L’Italia che non si redime, che resta abietta, pigra, di vedute corte, complice e criminale. l’Italia che continua dolosamente il circolo vizioso, che ruba anni e anni di vita a giovani che invecchiano restando giovani e restano giovani anche quando sono già vecchi. Italiani brava gente, magari si, ma decisamente coglioni.

sabato 6 giugno 2015

L'Italia, il futuro, il denaro e la felicità

Gli articoli. 7 maggio. “Il qualunquismo contabile e la fotografia di un paese per soli vecchi”, Mario Sechi, Il Foglio. 4 giugno. “Lotta di classe anagrafica“, Marco Alfieri, Rivista Studio.

Ricordiamocelo sempre. L’Italia è il paese più vecchio d’Europa, il secondo paese più vecchio del mondo dopo il Giappone. Da poco tempo c’è il paradosso che tutti i pensionati guadagnano più di tutti i lavoratori dipendenti e autonomi. Praticamente – in Italia – la pensione rende di più dei lavori produttivi. Intanto i giovani di questa generazione sono 1) I più istruiti della storia, 2) I più poveri del dopoguerra, 3) La prima generazione che sta peggio dei propri padri.
Così ricordiamoci cosa affrontiamo. L’Italia è economicamente una sorgente di infelicità. Quelli che stanno meglio sono i vecchi, che però sono infelici, perchè sono vecchi. Quelli che stanno peggio sono i giovani, che ovviamente sono infelici, perchè stanno peggio.

venerdì 5 giugno 2015

Pubblico e privato, gli insulti su Fb e le denunce


Facebook è un luogo pubblico, quindi quando scrivo qualcosa me ne assumo la responsabilità, così come nella “vita reale”, quindi se qualcuno si sente diffamato da un commento mi denuncia, e se ho diffamato – secondo le leggi vigenti – verrò condannato, e pagherò un risarcimento. Niente di più giusto. Nel mondo futuro bisognerà essere sempre più consapevoli di cose così, della distinzione pubblico/privato, delle logiche della comunicazione. Sarà un obbligo. E se non si capiscono certe cose, se ne pagheranno le conseguenze. Così come chi non capisce come si porta la macchina, e guida in modo pericoloso, se ne assume le responsabilità. E rischia di ammazzare o di ammazzarsi.

Il Bagheria Calcio, il Gelato In e l’inutilità civile del popolo siciliano

La notizia. Sequestro di beni per Francesco Raspanti, imprenditore di Bagheria. 

La mafia, in provincia di Palermo, fa parte della classe dirigente da più di due secoli. Dove c’è potere c’è mafia. La nostra mafia è la più antica e radicata di tutto il mondo, ha sempre avuto un rapporto organico con il potere politico ed economico, più delle altre province siciliane, più degli Usa, più di Napoli e Bari, più di Roma e Milano (Ieri ho sentito, da una signora perbene, una vecchia bacucca professoressa in pensione, oppure moglie di un qualche dirigenteregionale, oppure operatrice sociale nel settore della cooperazione, oppure fiera animatrice di un qualche club del libro, durante un dibattito sulla mafia, ho sentito da questa perfetta epifania della inutilità civile del popolo siciliano, questa frase: “Si, però a Milano c’è pure la mafia, mica solo a Palermo”. Che gran minchiata, da gente fuori dal mondo).
Se non si capisce che importanza hanno gli imprenditori e coloro che reggono le fila di tantotanto denaro – come Raspanti, imprenditore edile di Bagheria e padrone del GELATO IN, che era pure nella dirigenza del BAGHERIA CALCIO – non si capisce cos’è la mafia.
E hai voglia di fare manifestazioni antimafia, slogan, foto su Facebook, lamafiaèunamontagnadimerda eccetera eccetera. Tutte parole al vento.

mercoledì 3 giugno 2015

Recensione de "L'Età definitiva" di Giuseppe Schillaci

Oggi pubblico su Libido Legendi una recensione dello splendido libro di Giuseppe Schillaci, "L'età definitiva", appena uscito per LiberAria Edizioni. Puoi leggerla qui. 

mercoledì 6 maggio 2015

Su Mattia Sangermano

La notizia. Devastazioni No Expo a Milano. La vicenda dell’intervista a Mattia Sangermano.Leggi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, e qui

Prendersela con questo tizio di 21anni che si è fatto intervistare, accanirsi contro di lui in questa maniera. Pagine su Fb, sfottò, vignette, opinioni, riflessioni. A tutto c’è un limite, e questo non è altro che cyber-bullismo.
Prendersela con le vetrine, bruciare le automobili, mazze e molotov, sfasciare tutto al centro di Milano.
Due facce della stessa medaglia.
In superficie un briciolo di giustificazione morale, tanto quanto basta. Appena sotto: rabbia incontrollata, livore senza oggetto, frustrazione e malanimo.
Divoriamo odio e nemici così come mangiamo al fast food, fame chimica, ipereccitazione nervosa, consumismo fin dentro dentro le viscere.
Abbiamo bisogno di nemici, di odiare dei nemici, per non pensare troppo a tutta la violenza, la paura, il vuoto e l’idiozia che ribolle sotto i nostro piedi.

lunedì 27 aprile 2015

Il dossier su Orazio Costantino per CasteldacciaPuntoDoc

Oggi pubblico su CasteldacciaPuntoDoc un dossier sull'omicidio di Orazio Costantino, giovane carabiniere ucciso dalla mafia il 27 aprile 1969. Puoi leggerlo qui. 

martedì 20 gennaio 2015

Appunti sul terzo millennio


Ecco il terzo millenio. Le nostre “libertà”, i nostri “diritti umani”, tutte le nostre “conquiste civili” e le nostre “magnifiche sorti e progressive” stanno perdendo man mano senso e importanza. Si sfaldano nella nuova atmosfera, come un satellite che finisce troppo in alto nell’iperspazio. L’ìperspazio in questione è la globalizzazione, dove tutto è quantitativo, dove contano solo i numeri. L’Occidente è solo un numero, le nostre libertà diritti umani conquiste civili eccetera sono “valori” di una miliardata circa di persone, mentre sul mondo siamo più di 7 miliardi. Ciò che prima era (ci sembrava) assoluto ora (ci accorgiamo essere) non più assoluto. Prospettivismo per forza di cose. Relativismo coatto. Per questo, in futuro, ogni proposizione apodittica e assertiva sarà automaticamente una proposizione stupida.

lunedì 5 gennaio 2015

Chiude StupeFatti Blog, i miei post migliori

Oggi chiude StupeFatti Blog, durato un anno preciso, giusto il tempo di sperimentare formule nuove di giornalismo narrativo, dissertazione romanzata, turbinii gnomico/aforistici e tante altre cose che possono essere chiamati con tanti altri nomi assurdi e sconclusionati. StupeFatti è stato un'esperimento letterario di roba irrisolta e sconclusionata, approssimativa e provvisoria. Una bella esperienza, non c'è dubbio, ma la fiammella si è spenta troppo presto e quindi è stato un bene chiuderlo. StupeFatti Blog è stato uno spazio online artigianale, nato senza fini e speranze di lucro e alla larga da ogni professionalità, un passatempo volutamente naif e capriccioso, spesso un ozioso rivoltolarsi letterario. Un qualcosa, sinceramente, di molto molto proficuo. Di seguito una carrellata di link di quelli che reputo i miei post migliori.