martedì 21 luglio 2015

Un post su Rosalio: David Linch a Santa Flavia

Oggi pubblico un post sul blog di Palermo Rosalio riguardo alcuni eventi allucinanti e i giovinastri annoiati di Santa Flavia negli ultimi anni. Puoi leggerlo qui. Il post è stato pure pubblicato da La Voce di Bagheria. 

sabato 18 luglio 2015

Matteo Tutino, Rosario Crocetta e il particolare posizionamento della feccia in Sicilia

La feccia in Sicilia sta in alto, non in basso. Se si studia la storia ci si accorge che ha è sempre stato così. In questa vicenda comunque il personaggio più interessante - dal punto di vista strettamente narrativo - non è Rosario Crocetta, che (forse) ha taciuto, è rimasto impassibile, davanti alla frase infelice durante una conversazione intercettata dalla Procura di Palermo. No: il personaggio più interessante è questo Matteo Tutino, presunto proferitore della frase infelice. Non uno spicciafaccende, un traffichino, un intrallazzatore, un furbacchioncello, non un Faustino Giacchetto qualsiasi, insomma, bensì nientemeno che il primario di Villa Sofia.
Così come, per dire, nella vicende delle Talpe alla Dda il protagonista non era Totò Cuffaro, ma Michele Aiello, il più grande contribuente della Sicilia, l'uomo più ricco dell'Isola. Ma se Michele Aiello, come personaggio narrativo, aveva almeno un particolare fascino da tragedia shakespeariana, con le sue calvinistiche dodici ore di lavoro al giorno, il suo feroce realismo imprenditoriale, le sue ansie, la sua fragilità, i suoi scheletri nell'armadio, la sua folgorante ascesa e la sua caduta in rovina, questo qui - abbronzatissimo, piacione e mondano - al massimo può recitare una parte in Centovetrine.

giovedì 16 luglio 2015

Recensione: Anatomia della bellezza, Tommaso Ariemma

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione dell'ultimo saggio di Tommaso Ariemma, "Anatomia della bellezza", edito da Aracne. Puoi leggerla qui. 

mercoledì 15 luglio 2015

Un post su Rosalio: Pure la mafia ha abbandonato Bagheria

Oggi pubblico sul blog cittadino di Palermo Rosalio un post su Bagheria, la mafia, le gelaterie sequestrate e tante altre cose. Puoi leggerlo qui. Il post ha generato illuminanti commenti su Fb qui e qui.

lunedì 13 luglio 2015

Recensione: "Bastaddi" di Stefano Amato

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione dell'ultimo romanzo di Stefano Amato, "Bastaddi"; edito da Marcos y Marcos. Puoi leggerla qui. 

venerdì 3 luglio 2015

Gli scrittori che in Sicilia sono traditori e i prezzi da pagare per chi scrive in Sicilia


Giacomo Di Girolamo​ è uno con le palle. Ha cominciato che aveva 20 anni o poco più. Si è incornato, si è messo d’impegno, e per un decennio ha raccontato la provincia di Trapani, la cronaca e l’approfondimento, l’inchiesta e l’opinione. Ha fondato giornali, radio e siti internet. Ha collaborato con prestigiose testate nazionali. Ha scritto libri meravigliosi. Credo sia il giornalista e scrittore più forte della Sicilia. E’ ancora giovanissimo e farà ancora tante grandi cose. Ma scrivere in un posto come Marsala, in un posto come la Sicilia, ha il suo prezzo.
D’altronde Sciascia lo diceva: “Lo scrittore in Sicilia è un delatore, un traditore, che racconta cose che l’opinione comune preferisce restino sotto un silenzio carico di commiserazione”.
Ecco, dunque, i prezzi da pagare.
“Ho fatto, in questi anni, tabula rasa della mia vita sociale a Marsala, sopporto ex amici che non ti salutano più, persone che ti odiano, tifosi di questo o quel politico che ti insultano. Sopporto querele e citazioni ad ogni piè sospinto, via via sempre più pretestuose, dalle quali mi ripara come una roccia il mio fraterno amico, Valerio Vartolo. Sopporto (senza fare pubblicità) minacce che arrivano a me, alla redazione, alle persone a me vicine, telefonate anonime, biglietti con le croci, incontri ravvicinati. Tutto questo, però, ti consuma. Ti scava dentro e ad un certo punto è più della tua stessa vita. Per dirla tutta, il mio tempo è ormai così composto: lavorare, lavorare, e, quando ho tempo, occuparmi delle conseguenze del mio lavoro.
Il secondo prezzo del nostro modo di fare giornalismo lo ha pagato la città. Ho come il sospetto che questa comunità sia un po’ poggiata sulle mie spalle. Ci sono corse che nessuno racconta, perchè, tanto, siccome sono spinose, le racconto io. Insomma, sono diventato negli anni una specie di faro della legalità, un goffo Uomo Ragno tascabile e di concetto, che ha il compito – dovere – obbligo di occuparsi di tutto ciò che non va, dal posteggio del disabile sotto casa fino ai casi di corruzione. Ho una lista lunga così di segnalazioni, non finisce mai. E quando ritardo a scrivere di un fatto, subito partono gli strali, i veleni, i sospetti. Ecco, questa comunità, Marsala, ha bisogno di crescere. Una volta un assessoruncolo mi disse: “Noi non ci facciamo intervistare da te, perchè tu fai domande”. Mi dimetto per questo, per capire se ci sono altri spazi per un racconto qualificato (che non sono certo le doglianze su Facebook) su quello che non va a Marsala. Esiste un giornalismo che non sia da operetta in città, che parli, ad esempio, meno di commemorazioni dell’antimafia e più di mafia? C’è qualcun altro in grado di farlo? C’è qualcuno, insomma, che fa domande? Magari, facendomi, da parte, altri si sentono un po’ più responsabilizzati. Meno pornografia di incidenti stradali, più inchieste”.