giovedì 28 gennaio 2016

Generazione da bacheca

E' sempre bello quando succede qualcosa che ti fa capire che la vita reale non è la propria bacheca Facebook. Non è la propria sboronaggine esibita, la propria euforia ipocrita, la propria autocelebrazione, autocompiacimento, autopromozione.
E che, d'altro canto, quello che fai su Facebook ha le stesse logiche, gli stessi pudori e le stesse sanzioni di quello che faresti nella vita reale.
E' bello - è proprio bello: godo proprio - quando ti arriva una legnata che ti fa entrare in quella cazzo di testa che hai la responsabilità di tutto ciò che fai, sia online che offline.
Alcuni esempi recenti:
- I The Pills che non sanno accettare le critiche al proprio film e il loro produttore Valsecchi che gli fa il cazziatone, in pubblico: "Io sono cresciuto con l’idea di fare un passo indietro davanti a una cazzata che dico, invece questa generazione ciò che dice poi lo sostiene per forza, ed è una sciocchezza". (http://goo.gl/N8kNjG)
- Le truffe hot su Facebook. Quei profili con foto di belle ragazze che ti aggiungono, poi fanno passare un po' di tempo e infine ti contattano: "Come va? Possiamo conoscerci?". Sono truffatori che si studiano le tue relazioni, se hai mamma papà moglie fidanzata amici. Che cercano di farti "cadere" con giochetti sessuali in chat, per poi ricattarti. E fanno bene. (http://goo.gl/9L1gGw).
- Le denunce e le condanne per diffamazione per i commenti su Facebook. Sempre troppo poche, perché in tanti dovrebbero capire che dire una cosa in pubblico ha sempre un costo. (http://goo.gl/2q3PmI - http://goo.gl/3wj4Yd)