mercoledì 20 gennaio 2016

Recensione: C'era una volta l'India e c'è ancora, Antonio Ortoleva

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione del reportage di viaggio sull'India di Antonio Ortoleva: "C'era una volta l'India e c'è ancora", Navarra Editore. Puoi leggerla qui. 

C'era una volta l'India e c'è ancora

Autore: Antonio Ortoleva/ Navarra/ pp. 110/ € 12

Una spiritualità come non possiamo immaginarcela. Un traffico come non possiamo immaginarcelo. Un assetto mentale, corporeo, sociale e ambientale come non possiamo immaginarcelo. Un inquinamento come non possiamo immaginarcelo. L'India è il luogo dell'inconcepibile per antonomasia. E del ciclopico, e del mastodontico, dove tutto è immane e di proporzioni per noi impensabili. Un continente-universo a noi lontanissimo - cosa c'è di più distante tra la loro semprepresente metafisica e il nostro secco e nevrotico razionalismo? - e vicinissimo - da dove pensate sia partita la nostra civiltà occidentale, greca, indo-europea?

Ecco, il gigantismo e le relazioni con l'Occidente, soltanto due spunti di riflessione tra tanti per un argomento sconfinato e inconfinabile come quello del subcontinente indiano. 

Non un vezzo esotico, parlare di India adesso, ma qualcosa di strettissima attualità. E che lo diventerà, col passare degli anni, sempre di più. 

Al di là di questioni certo importanti come quella dei Marò, ricordiamo qui che - da un punto di vista un po' più storico - l'India non è nient'altro che una porta aperta sul futuro. 

Leggiamo a pagina 10: “Un terzo della popolazione, che da tempo ha superato il miliardo, e che tende, secondo le proiezioni statistiche, a sorpassare il numero dei cinesi, nel 2050, ha meno di 25 anni. La maggioranza, mezzo miliardo e oltre, non supera i 35. Quello indiano, dunque, è il popolo più giovane della terra, destinato a dominarla come grande potenza, almeno sul piano industriale e finanziario, in attesa del declino definitivo dell'Occidente dove, tra non molto, prevarrà la generazione anziana”.

Un libro agile, stimolante e suggestivo. “C'era una volta l'India e c'è ancora” è il reportage di viaggio di Antonio Ortoleva, edito da Navarra Editore. L'autore è stato per 30 anni redattore del Giornale Di Sicilia e dirige il Gr di Radio Cento Passi. 

Una lettura che procede sinuosa, fatta di tante e rapide pennellate, appunti di viaggio, aneddoti e immagini nitidissime e straordinarie (l'elefante che sbuca in mezzo al traffico, i mendicanti sorridenti e/o insistenti, i contadini che si suicidano bevendo i pesticidi, la città dello yoga, la città vegetariana), ritratti di personaggi celebri (Gandhi, Osho, Tagore, Yogananda, Arobindo, Sai Baba, Vivekananda, Prabhupada), inviti alla lettura (Hesse, Terzani, Manganelli, Pasolini, Gozzano, Eliade, Jung), il racconto degli italiani che attualmente vivono e lavorano in India, numerosissime osservazioni sugli elementi umani, sociali, spirituali e ambientali di una terra fatidica. Una terra dove c'è “l'inizio di tutto”, come ha detto Tiziano Terzani. E un libro che potrebbe anche essere, per un lettore estemporaneo e casuale, l'inizio di una passione.