venerdì 22 gennaio 2016

Recensione: La resistenza del maschio, Elisabetta Bucciarelli

Oggi pubblico su Satisfiction la recensione "La resistenza del maschio" di Elisabetta Bucciarelli, NN Editore. Puoi leggerla qui. 


Autore: Elisabetta Bucciarelli/NN Editore/pp. 234/ € 13

Recensione di Nino Fricano

Il romanzo ha il nome di un saggio, come quelli di Houellebecq: "La resistenza del maschio". I personaggi hanno nomi archetipici: lui è l'Uomo, è sposato con la Moglie, intrattiene una relazione con una che si fa chiamare Effe (come Femmina) a cui dice di chiamarlo Emme (come Maschio).  Il pregiudizio, prima di leggere questo libro, è questo: che sia nient'altro che un pamphlet travestito da romanzo, un'apologia o un'invettiva, una forzata narrazione "a tema".  Ma il pregiudizio viene presto cancellato. Il pericolo viene evitato grazie alla capacità tecnica, la sensibilità narrativa e la sapienza da scrittrice di Elisabetta Bucciarelli, classe '67, milanese doc, una formazione di scrittura per il teatro e per il cinema, numerosissime pubblicazione di saggistica e narrativa noir. 
"La resistenza del maschio" ha una gran bella storia, è costruito magistralmente, ci tiene a mantenere costantemente alta l'attenzione del lettore ed è scritto con un linguaggio affilato, secco, scolpito, modellato per sottrazione. Non è un romanzo "a tema" ma ha certamente un tema, che è il rapporto tra i sessi, la sessualità contemporanea e questa particolare figura di maschio "resistente" incarnato dal protagonista, l'Uomo, brillante docente universitario coltissimo e ultra-razionale, ossessionato dalla geometria e dalla misurazione, che si ostina a non voler fare un figlio con sua moglie. E' un uomo che ama gli ambienti più che le persone, la staticità e l'armonia rigida e "misurata", i castelli, le torri, i grandi edifici in pietra. La sua smorta compostezza ricorda i quadri di De Chirico. In lui soffia un vento di morte e di nulla. 
Poi ci sono le donne: sua moglie - che vuole assolutamente un figlio da lui - e poi un'altra donna, coinvolta in uno strano incidente a cui lui ha assistito, e con la quale intrattiene una relazione fatta soltanto di messaggini e di chat, nessuno contatto fisico, nemmeno con gli sguardi (due suggestioni: "Che tu sia per me il coltello" di Grossman, e l'ultimo di Tommaso Pincio, "Panorama", tra l'altro pubblicato proprio nella stessa collana "Viceversa" di NN Editore insieme a questo della Bucciarelli).
Le donne - sono tre in realtà, ce n'è un'altra, e si ritrovano tutt'e tre in una sala d'aspetto in cui aspettano un dottore (maschio) che non arriva mai, in cui la conversazione comincia svagata ed entropica e diventa presto significativa, densa e più che confidenziale: conversazione che sarà il pilastro narrativo del libro insieme alle vicende dell'Uomo; e infine, nota significativa, queste donne tra di loro non usano nomi archetipici ma nomi veri, umani: Chiara, Marta e Silvia - queste donne hanno un'interiorità che viene meno approfondita rispetto all'Uomo (scelta consapevole?), anche se parlano molto di più; queste donne hanno forti istinti vitali, definiti, netti, potenti: vogliono avere un figlio oppure hanno un figlio e lo amano con naturalezza; queste donne fanno ciò che sembra loro giusto, naturale; mentre l'Uomo resiste, ha perso ogni naturalità. Razionalizza la sua sterilità esistenziale, vuole costruirsi i confini da sè, misurandoli e fissandoli una volta per tutti.
Sullo sfondo, una Milano crepuscolare fatta di macchine che sfrecciano sull'asfalto e puttane sulle ampie strade, di torri, palazzi, aule universitarie, chiese, monumenti, mostre, teatri e foyer, di rapporti professionali, rapporti educati, rapporti cortesi, rapporti mediati dallo smartphone, Skype e Whatsapp: l'involucro grigio brillante (cromato) dell'urbanità.
Una storia contemporanea, personaggi contemporanei, contemporanei spunti di riflessione per un romanzo che cerca relazioni anche con altri media. Molti elementi del romanzo sono stati infatti sviluppati sui social network, grazie a una presenza costante e innovativa della stessa autrice, e poi - interessante corollario - sul sito di NN Edizioni è possibile ascoltare la "colonna sonora" del romanzo: http://www.nneditore.it/libri/la-resistenza-del-maschio/