giovedì 25 febbraio 2016

Petaloso e la fine di tutto

Su sta cosa di #petaloso c'è lo schifo. Come al solito. Perché nessuno dovrebbe permettersi di intervistare un bambino di 8 anni (Guarda il video). Nemmeno se ci sono due rincoglionite come la madre e la maestra che fremono per apparire in televisione.
Ci sarebbe da strappare in mille pezzi il tesserino da giornalista. Ci sarebbe da stabilire, a chiare lettere, una volta per tutte: "Signori miei, cari i miei giornalisti, scrittori, intellettuali, gente che dovreste raccontare il mondo, basta con questa recita, basta con questa pagliacciata: è tutto finito. Andiamo a casa, su"
Poi, la sovraesposizione mediatica, il chiacchiericcio unidirezionale sui social, le prese di posizione, le opinioni, gli sfottò, le battute brillanti, i fotomontaggi, le periodiche grandi tematiche di cui parlano tutti e di cui poi tutti si dimenticano. Che cosa abominevole. Che umanità degradata.
Tutti subito a scattare in cerca di clic, questi accattoni del mainstream, questi miserabili del fenomeno social, queste amebe che cercano di cavalcare l'onda, di utilizzare energia non propria, perché loro non ce ne hanno più, di energia, non hanno più nemmeno un briciolo di personalità, unicità, originalità, ma perché non ce ne hanno più? (Forse è questo il punto) Perché sono tutti come morti?