martedì 2 febbraio 2016

Recensione: Niente resterà intatto - Introduzione non-convenzionale alla filosofia, Tommaso Ariemma

Oggi pubblico su Satisfiction una recensione di "Niente resterà intatto" di Tommaso Ariemma. Puoi leggerla qui.

Autore: Tommaso Ariemma/Diogene Edizioni/pp.100/€ 10

Ci sono due tipi di filosofia, quella che cerca l'unità in fondo alla diversità, discutendo di diversi tipi di tavoli e di diversi tipi di sedie e chiedendosi "che cosa faccia di tutti i tavoli tavoli e di tutte le sedie sedie", e poi quell'altra, "il genere che ti scuote e che ti cambia la vita". E' una distinzione tratta da "L'infanzia di Gesù" di J.M.Coetzee. "Il libro di filosofia che stai per leggere è un libro di quel genere. Il genere più intenso e pericoloso. Perché cambiare vita attraverso la filosofia significa ritornare al mondo in un modo più intelligente e necessario. (....) Il genere di filosofia che ti cambia la vita è capace di affrontare quello che ognuno definirebbe mostruoso. Di metterti in condizione di affrontare il mostro". Un tal genere di filosofia è necessaria soprattutto ai giorni nostri perché, come ha scritto il filosofo Peter Sloterdijk, "viviamo in un tempo in cui l'apocalisse dell'uomo è qualcosa di quotidiano". Il mostro, il vuoto, il non-senso. Il troppo-grande, il gigantesco. Ciò che annichilisce e atterrisce. Un qualcosa che, scrive Heidegger, "non serve metterlo alla porta, perché ovunque, già da tempo e in modo invisibile, esso si aggira per la casa. Ciò che occorre è scorgerlo e guardarlo bene in faccia". Guardare il mostro in faccia, dunque, e non diventare il mostro. Lottare contro il mostro e non lottare contro sé stessi. Parole che risuonano con nuovi accenti, più profondi e possibilmente più oscuri, proprio ai giorni nostri, in tempi di globalizzazione sfrenata, dolorosissimo divaricamento degli orizzonti, polverizzazione di valori, identità e significati tradizionali, deflagrazione di tutto ciò che prima è stato umanità, dignità, diritti, limiti.
Questo "Niente resterà intatto - Introduzione non-convenzionale alla filosofia" è un tentativo di spiegare cos'è e cosa potrebbe essere la filosofia ai giorni nostri, e una risposta a chi gli chiede continuamente "a cosa serve la filosofia". Tommaso Ariemma, classe 1980, docente di Estetica nelle Accademie di Belle Arti e di Storia e Filosofia nei Licei, ha appena pubblicato questo libretto di neanche cento pagine che è insieme un esercizio di divagazione e una dichiarazione di principi, una messa a fuoco di tutto un modo di vedere le cose e un qualcosa che non mi viene definizione migliore che quella di "attacco". Si potrebbe dire che questo libro non è altro che un "attacco", infatti, inteso nella triplice accezione di "cominciare", "scagliarsi contro" e "legare".
Cominciare (e spingere a cominciare) a vedere la filosofia come sempre strettamente legata alla vita di tutti i giorni, alle battaglie quotidiane, ai timori e tremori contemporanei, individuali e collettivi. Scagliarsi contro chi vede la filosofia come "un semplice diletto logico di una sempre più ristretta cerchia di persone" (come è stata definita da un conoscente dell'autore). Legare e collegare elementi e suggestioni che vengono comunemente percepiti come inconciliabili e appartenenti a mondi lontanissimi, ovvero la grande tradizione filosofica occidentale e la cultura pop, i fumetti, i cartoni animati, la nuova serialità televisiva.
Ariemma con questo libro segna una nuova tappa di un percorso intellettuale originale e suggestivo sulle tematiche della teoria dell'arte e dei media e lo statuto della corporeità, che ha già visto pubblicazioni importanti - letture godibili anche per i non-addetti ai lavori - come "Estetica del taglio" e "Anatomia della bellezza".
La ragion d'essere di questo libro, comunque, è quella di trovare nuove armi e nuovi spunti nella grande impresa di "affrontare il mostro" e non fuggirne. Guardarlo in faccia e mantenere una propria integrità. Un antidoto - occidentale, e quindi propriamente "nostro", culturalmente e antropologicamente - rispetto alle suggestioni orientaleggianti e arrendevoli "à la Osho" perché, come scrive l'autore: "Se una saggezza può venire dalla filosofia, questa è la consapevolezza che dal mondo non se ne esce. Tutto ti si appiccica addosso e anche noi continuiamo a stare sulle cose".

LINK

http://ninofricano.blogspot.it/2015/07/recensione-anatomia-della-bellezza.html

http://ninofricano.blogspot.it/2016/02/recensione-niente-restera-intatto.html

http://ninofricano.blogspot.it/2016/02/recensione-estetica-del-taglio-tommaso.html

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/05/13/news/la_filosofia_e_platone_spiegati_grazie_alle_serie_tv-139736866/

http://video.repubblica.it/edizione/napoli/a-scuola-arriva-la-pop-filosofia-il-prof-che-insegna-con-le-serie-tv-nietzsche-e-lost/239628/239545?ref=fbpr&ncid=fcbklnkithpmg00000001

http://www.mifacciodicultura.it/2016/05/24/serie-tv-film-anche-il-moderno-e-filosofico/