venerdì 6 maggio 2016

Recensione: La grande avventura della fisica, Vittorio Silvestrini e Bruno Bartoli

Oggi pubblico una recensione su Satisfiction: "La grande avventura della fisica. Da Galileo al Bosone di Higgs" di Vittorio Silvestrini e Bruno Bartoli. Puoi leggerla qui


Questo libro non è esattamente facile da leggere, anche se è di divulgazione, pensato per un pubblico di non specialisti. Non è nemmeno un tomo zeppo di formule incomprensibili, anche se le formule ci sono (ma si possono saltare). E non si trovano facilmente espressioni come “sottoposto a una trasformazione adiabatica, qualunque sistema termodinamico evolve verso uno stato di entropia crescente” (p. 85). Questo libro, però, snocciolando capitolo dopo capitolo i concetti principali della fisica da Galileo fino alle ultime ricerche sulle particelle elementari, ha il pregio di condensare in 300 pagine l'evoluzione delle teorie che hanno di fatto cambiato il mondo dagli albori della modernità fino ai giorni nostri, non tralasciando però - ecco il punto - il rigore e la correttezza scientifica. L'elemento più importante di questo libro è infatti questo particolare tipo di approccio. Gli autori non cercano a tutti i costi di meravigliare, di stupire con effetti speciali, ma tentano di far calare il lettore – anche il più pigro e il meno dotato di basi scientifiche – nell'atmosfera speculativa dei ragionamenti, delle deduzioni degli esperimenti e delle titaniche intuizioni che stanno dietro le grandi scoperte che – ripetiamolo – hanno di fatto cambiato il mondo dagli albori della modernità fino ai giorni nostri: il metodo scientifico e la dinamica di Galileo, la termodinamica, l'elettromagnetismo, la teoria della relatività ristretta e generale, la meccanica quantistica, gli studi sulle particelle elementari. Così si prova un brivido di vertigine quando ci si rende conto di ciò che ha osato, ad esempio, Albert Einstein quando decise di definire “tempo” e “spazio” (o meglio: “lunghezza”) come “misure relative” nei casi in cui la velocità tende a quella della luce, un grimaldello teorico – puramente speculativo, teorico, e cioè impossibile da dimostrare con l'esperimento, però finora confermato da tutti gli studi successivi e tutt'oggi alla base della fisica contemporanea – un grimaldello teorico che ha permesso di studiare campi prima inaccessibili come l' infinitamente grande (galassie, universo) e l' infinitamente piccolo (le particelle elementari). Il brivido di vertigine dato dai ragionamenti illustrati in questo libro vale mille volte di più della meraviglia sensazionalistica e sterile, effimera e intimamente consumistica, che caratterizza gran parte delle pubblicazioni divulgative che trattano di questi stessi temi. Questo percorso più ostico, più articolato, ci permette infatti di scrutare meglio le problematiche odierne del mondo della fisica, che riguardano sempre di più l'etica e la responsabilità dell'uomo rispetto ai propri mezzi di osservazione e di intervento. Condizioni che si sono palesate dalle guerre mondiali in poi, con la sopravvenuta pericolosità catastrofica data dalla fissione dell'atomo, e che vanno diventando sempre più variegate e complesse, con le nanotecnologie, l'ingegneria genetica e tutto ciò che la scienza (e non solo la tecnica) va diventando: un elemento imprescindibile dello sviluppo antropologico della specie umana.